Sposi e serenate nell’Abruzzo del ‘900
Chi non ricorda il famoso film di Luigi Comencini “Pane, amore e fantasia”?
Dalla vicenda che vide protagonisti due giovani sposi dell’Abruzzo ebbe origine il film interpretato da Vittorio De Sica e Gina Lollobrigida
Qualche giorno prima della prevista esibizione un messaggero si recava dalla famiglia della ragazza per annunciare la visita della piccola “band”, che di solito avveniva di notte quando tutti i paesani dormivano. La famiglia rispondeva tramite il messaggero se gradiva l’iniziativa oppure no. Di solito però la serenata non veniva mai rifiutata. Anzi, a quei tempi, per la famiglia e soprattutto per la ragazza era un onore. I musicanti iniziavano il loro giro poco prima della mezzanotte. Per i vicoli del paese, il silenzio era assoluto; nessuno doveva fare il minimo rumore. La prima fermata era prevista sotto le finestre dei genitori dove venivano eseguite tre canzoni, poi si andava dai fratelli della ragazza, già sposati; qui le canzoni da eseguire erano due. Il giro terminava dagli zii della promessa sposa, con altre due melodie. Al termine della lunga nottata i musicanti andavano al ristorante a riposarsi e a rinfrescarsi la gola con un paio di bicchieri di vino. Alle quattro del mattino infatti, era previsto un “bis” con lo stesso percorso della mezzanotte. La tradizione prevedeva che la piccola orchestra e il ristorante, prenotato anche per il rinfresco del giorno dopo, venissero pagati dalla famiglia del “pretendente”. Veniva preparata una lunga tavolata per ospitare gran parte del paese. Nel frattempo la famiglia della ragazza era riunita in consiglio con zii e fratelli, per decidere cosa rispondere. Se al rinfresco del giorno dopo arrivavano solo i genitori della ragazza, significava che la risposta non era positiva. Consumavano un caffè, tanto per gradire, poi andavano via. Tutto ciò che era stato preparato veniva consumato dai musicisti e da coloro che volevano rimanere per consolarsi del rifiuto. Tutt’altra atmosfera invece si respirava, se al rinfresco arrivavano genitori, zii, fratelli e naturalmente la promessa sposa. Lei avrebbe ricevuto l’anello di fidanzamento dalle mani del proprio innamorato.
Ma cosa c’entra la storia di Pietro e Lucia con il film “Pane, amore e fantasia”? Ebbene si racconta che il personaggio della “bersagliera” interpretato da Gina Lollobrigida, sia stato ispirato soprattutto dalla bellezza di “Lucietta bella”. Infatti il soggettista e sceneggiatore cinematografico Ettore Margadonna, autore della trama della spassosa commedia, era anche lui nativo di Palena. I fatti e i personaggi del racconto cinematografico sono in parte ispirati alle vicende realmente accadute a Palena. Anche il titolo del film “Pane, amore e fantasia” trae origine da una risposta che un contadino dette a chi gli aveva chiesto cosa avrebbe messo dentro le due enormi fette di pane che stava per mangiare. Rispose semplicemente: “Fantasia”. Pietro Como e Lucia Travaglini si sposarono a Palena, il venerdì mattina del 18 Ottobre 1901. Come di regola, prima celebrarono le nozze in Comune davanti al Sindaco Eugenio Vittoria, poi la domenica successiva tutto il Paese li accompagnò in chiesa. I due ragazzi emigrarono in America dove ebbero tredici figli. Uno di loro divenne famoso in tutto il mondo con il nome di Perry Como. E tutto questo accadde, per una… serenata.
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